Fiori per ricette. Veggie Hour per la Trade School Milano

veggie hour

Un giugno bello da morire (nel senso che sono proprio esaurita e felice). Per raccontarlo comincio dalla fine, perché, come quando si sfoglia una rivista nuova, partire dal fondo è più ergonomico.

Comincio dalla mia prima lezione di cucina, da “insegnante”, alla Trade School di Milano: un progetto di scuola basato sul baratto e sullo scambio di competenze, ma anche di passioni.

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Bere birra fa bene. Soprattutto quando la terra trema.

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A volte la geografia dei luoghi è una geografia delle disgrazie. Quanti conoscevano Fivizzano prima del terremoto di venerdì scorso? Questa volta, per un puro caso, non stiamo facendo l’orribile conta delle vittime. Ma la paura e l’ansia (oltre 700 scosse in pochi giorni) sono effetti non meno devastanti dei crolli e dei danni agli edifici, per le persone che hanno subito il sisma.

Per gli organizzatori di In Fermento, venerdì scorso era il giorno dell’adrenalina, con l’inizio del festival a poche ore. Proprio in questo paesino di Lunigiana, aggrappato all’Appennino, la mia amica Margherita organizza da anni il festival della birra artigianale che ha rivitalizzato la zona con la cultura del buon bere (abbinata al buon mangiare, ça va sans dire).

Il 21 Giugno doveva essere un bel giorno di festa, il sole splendeva su Fivizzano, era il primo giorno d’estate e noi di In Fermento ci preparavamo all’edizione migliore di sempre. Poi alle 12.33 è successo qualcosa che nessun organizzatore metterebbe mai in conto, qualcosa di più grande di noi… Momenti di paura, di sconforto, poi la scelta unanime di sospendere l’evento perchè in quel momento le nostre energie dovevano essere a disposizione della comunità. 

Chi per lavoro, per passione o per diletto ha mai organizzato un evento sa quanta energia e amore bisogna spendere per la sua riuscita. Nel caso di Margherita poi è amore materno, perché In Fermento è proprio la sua creatura, che cura con una dedizione stupefacente. 

Però le amiche non si scelgono a caso: e se la fibra delle donne (le mie donne) fosse mai stata in discussione, eccone la prova. In Fermento si farà, e sarà una ripartenza. 
Da stasera fino a domenica, totalmente rivisto e corretto, ma non per questo meno interessante. Qui c’è il programma completo. Se poi non ci siete mai stati, la Lunigiana è una terra fantastica e oltretutto raggiungibile comodamente dalle zone vacanziere di Liguria e Toscana (sì, milanesi, parlo proprio a voi).

E se servisse ancora un motivo per partecipare: tutti i fondi raccolti saranno devoluti in favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Perché berci su, a volte, è la soluzione migliore.

For breakfast lovers only. Piccolo itinerario parigino.

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A rischio di sembrare un tantino ossessionata, rivelerò che il cibo è il mio unico buon motivo per abbandonare ogni mattina il tepore delle coperte. Occhi aperti, desiderio rettile di carboidrati. Il corpo riluttante che esige il suo tributo di caffeina.

La colazione è quel momento che addolcisce il trauma quotidiano del risveglio, e lo trasforma in un rito sublime. Ed è il mio pasto preferito, anche (soprattutto) in vacanza

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Risotto della campagna in città

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Milano è una capitale agricola. Di cascine, acque, e parchi che rendono labile il confine tra spazio urbano e rurale: tutto è relativo. Anche la differenza tra città e campagna.

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Irish food. Cork, 10 anni dopo.

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Cork è il sapore acidulo e la consistenza ruvida del soda bread appena sfornato. È la compattezza di uno scone, pastoso e pieno, che con un sottile strato di burro irlandese - il più buono del mondo, tanto che a Cork c’è un museo dedicato - e un velo di marmellata scivola via insieme a una tazza di tè col latte. Profuma del mare, che si fa Oceano, e ha l’odore di fermentazione del luppolo, che ti punge le narici fino alla base del setto nasale. Sa di pub: un misto di legno, birra, fumo e umanità.

Non è necessario abusare di Proust per scoprire come i nostri ricordi gustativi e olfattivi siano i più acuti, precisi, intensi. Pura archeologia della memoria.

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#3cosebelle che hanno a che fare con il cibo

Qualche tempo fa ho scoperto, per caso, l’hashtag #3cosebelle. L’ha inventato Fraintesa, che qui ha spiegato come e perché. 

Mi piace l’idea di prendersi, ogni giorno, un po’ di tempo per pensare alle cose belle. Sarà che ho bisogno di cercare qualcosa di positivo in quello che succede, soprattutto in questo periodo. E questo è un esercizio di consapevolezza, non banale.

Ho pensato di trasporre lo stesso spirito in un post. Con #3cosebelle che hanno a che fare con il cibo, e che mi sono capitate negli ultimi tempi.

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Le ricette di The Hub #2 - Impatto Zero

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Prima, durante, e dopo, c’è stato il lavoro. Poi, il mio compleanno. Poi, la Foodie Geek Dinner. Poi un sacco di altre scuse che in parte giustificano la latitanza. E io, come sempre, avrei bisogno di 4 vite per star dietro a tutto quello che mi piace. 

Ma evviva! In questo post ci sono delle ricette. Un sacco di ricette (clicca qui) Quelle delle Sexy Salad dello scorso mese: a The Hub si è parlato di Impatto Zero, ovvero come cercare di vivere su questo pianeta come se ci fosse un domani. 

Progetti super tecnologici, come la casa off grid della Fabbrica del Sole, e piccole idee geniali come quelle di Green Graffiti, Venti Sostenibili, Escogi3. Per esempio, sapevate che si può trasformare una bici normale in una bici elettrica? E la stessa cosa si può fare con una macchina? Pensate che vivere staccati da rete elettrica, gas, grande distribuzione voglia dire tornare all’età della pietra?

Vi invito a fare un giro tra questi link per scoprire un mondo che forse non immaginavate neanche. E a fare un salto alla prossima Sexy Salad, giovedì 21 (si parla di innovazione al femminile). Ci sono sempre ottime idee da mettere in circolo, e qualcosa da mangiare :)

Cose che fa un foodblogger

Che cos’è un foodblogger, e cosa fa? È un lavoro? Si mangia gratis?  
Il web se lo chiede con insistenza, negli ultimi tempi. Crisi del settimo anno dei foodblog italiani? 

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Le mie Sexy Salad a The Hub Milano. Nutrirsi di buone idee

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Per iniziare questo post avrei dovuto provare a raccontare di cosa mi occupo, “nella vita”. Ma dopo aver scritto almeno una dozzina di incipit diversi, ho deciso di trovare un’espediente: parto da qui, dal mezzo della storia.

Parto da me, per raccontare cos’è The Hub Milano, e cosa ci faccio io.

The Hub è una rete globale: di persone che si occupano di innovazione sociale, di spazi di coworking (sono quei posti dove noi freelance senza ufficio andiamo a lavorare), e soprattutto di buone idee e buone pratiche.

[Flashback] Immagino che siate tutti lì con il fiato sospeso ad aspettare la novità del 2013. Da non dormirci la notte.

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Buon anno e i miei buoni propositi al contrario [Lasagne di castagne con zucca e radicchio]

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Qual è il termine ultimo oltre il quale si deve smettere di augurare buon anno? Fino a quale giorno di gennaio si può compilare la lista dei buoni propositi? E soprattutto, quando finiremo di smaltire tutto ciò che abbiamo ingurgitato durante le feste?

Domande oziose, a cui fornirò le mie personali risposte: gli auguri continuo a farli anche a febbraio; non credo ai buoni propositi, tranne quelli a posteriori; ho finito di smaltire il panettone ieri. 

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