Frohe Ostern in Wien!

Ritorno con un viaggio, meglio, ritorno da un viaggio. Breve, brevissimo, e non troppo lontano, ma quel che basta per respirare un’aria diversa: già di Nord Europa (anche se tecnicamente saremmo nella Mitteleuropa), e non solo per le temperature. Perché la Pasqua a Vienna ha voluto dire anche neve, vento e pioggia (gelida, comunque), ma anche e soprattutto l’assaggio di un altro modo di essere città.

Di Vienna mi è piaciuto il silenzio, che forse alla lunga non sopporterei, ma che nell’immediato mi ha dato un certo beneficio (e forse mi ha purificato prima di questi giorni di fuorisalone milanese). Un silenzio a volte surreale, come quello dentro la Maria am Gestade Kirche, minuscola chiesa gotica costruita fuori asse per assecondare le pendenze del terreno.
Chiese che sembrano case, biblioteche che sembrano chiese, sculture che sembrano persone.

Mi è piaciuto un inceneritore trasformato in opera d’arte, e case popolari che diventano allegre, e alberi che escono dalle finestre. Ho adorato quel genio di Hundertwasser.

Mi sono piaciuti i sorrisi dei viennesi, nel parco, tutti mescolati tra di loro: famiglie ebree ortodosse e ragazzotti con il frisbee, patiti del nordic walking e mamme energiche, segway, skate, roller e bici. In un parco grande quanto un quartiere di Milano ci sta di tutto.

Mi è piaciuto un intero distretto dedicato all’arte e ai musei, i mezzi di trasporto efficienti e puntualissimi, i negozi chiusi il sabato pomeriggio.

E mi è piaciuto anche il cibo, e in effetti sarei qui per parlare di questo. 

Una premessa: da quando non mangio più carne di cui non conosco la provenienza (e quindi praticamente non ne mangio più), ogni viaggio è un’incognita. Devo dire che Vienna non è propriamente una città per vegetariani, tuttavia anche la birreria più tipica offre sempre almeno una veggie option. 

Il tour della Vienna da mangiare non può che iniziare da una visita a Demel, una delle pasticcerie più blasonate e famose della città, a due passi dall’Hofburg. Sarei rimasta ore a guardare dietro i vetri del laboratorio a vista. Quella pasta da strudel sottile come un lenzuolo mi rimarrà impressa.

Si può proseguire con il Naschmarkt, il mercato alimentare più centrale e conosciuto. Mai visto un mercato così ordinato! Con le bancarelle (ordinatissime!) da una parte, e i punti di ristoro dall’altra.
Qui si può mangiare veramente di tutto: dallo stinco con crauti alle ostriche con prosecco. Io ho optato per un assaggio di pane (compreso quello a forma di coniglio) e formaggi.

Per la cena abbiamo optato per due tipiche birrerie con piccola brewery annessa, la Wieden Bräu e la 7Sternbräu. Entrambe consigliabili sia per la selezione di birre (ottime le Märzen) che per i piatti (si va sul tipico: schnitzel, pretzel e crauti). In particolare alla 7 Stern ho provato un ottimo strudel salato con verdure e una salsina all’aglio squisita (e chissenefrega delle relazioni sociali).

E per spuntini veloci, se siete appassionati del genere, i miei compagni di viaggio hanno apprezzato molto il chiosco dei würstel vicino all’Albertina, proprio dietro al teatro dell’opera. Su questo posso solo dire che i pretzel erano buoni!

Ecco tutti gli indirizzi:
Demel
Kohlmarkt 14
1010 Wien
www.demel.at

Wienzeile
1060 Wien
www.wienernaschmarkt.eu

Wieden Bräu - Gastronomie mit Pfiff Betriebs
Waaggasse 5
1040 Wien
www.wieden-braeu.at

Siebensterngasse 19
1070 Wien
www.7stern.at

Wurstelstand Albertina
Albertinaplatz
1010 Wien
www.bitzinger.at