Leftovers stir-fry (o della pigrizia domenicale)

Ovvero: avanzi in salsa cinese. O di come sia rassicurante, la domenica in cui ti sei svegliato tardi e non ci pensi neanche a mettere il naso fuori di casa (che poi io sono contraria alla spesa di domenica) raccattare un po’ di cose dal frigo, sbatterle in un wok e inventarsi una ricetta.

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Pronti, partenza, via (ricordarsi di svuotare il frigo prima di partire).

Quando ero piccola e finivano le vacanze, quelle lunghe, interminabili, anche monotone vacanze estive dei bambini italiani (quelle che poi uno passa la vita a rimpiangere), mi sentivo sempre così. Un paio di giorni prima dell’inizio della scuola mi svegliavo in preda all’iperattività, con un misto di euforia e apprensione, un’ansia positiva, fantasticando e immaginando quello che mi avrebbe riservato l’inizio dell’anno scolastico (ebbene, lo confesso, io amavo andare a scuola). Ora mi sento così ogni volta che sto per iniziare un viaggio.

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L’ultima volta che accesi il fornello (o quasi)

Bella serata, ieri. Foodies in MI è stato un successo: divertente e curioso incontrare tante persone che conosci solo attraverso la parola scritta, le loro foto, le loro ricette e i loro commenti. Sono sempre più convinta che il passaggio dall’online all’offline sia una cosa molto naturale e soddisfacente per chi condivide una passione comune. E soprattutto in questa città dove abbiamo bisogno di momenti di socialità spontanea e di condivisione.
Per cui ringrazio ancora Jasmine e Manuela per lo sbattimento, l’organizzazione e soprattutto la bella idea. E ovviamente tutte le persone con cui ho avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera (a proposito, il blogroll è aggiornato, date un’occhiata!)
Ecco che nel frattempo, con un tempismo perfetto, l’estate si è decisa ad arrivare. Premetto (e devo averlo già scritto se non mi sbaglio, ma effettivamente sto diventando arteriosclerorica) che io, come diceva saggiamente Bruno Martino, odio l’estate.
C’è poco da fare, sono una da temperature medie, io. Diciamo che intorno ai 15-20 gradi dò il meglio di me. Ne consegue che, almeno a Milano, il meglio di me è molto raro: ottima scusa!
Insomma, non sto qui ancora a lamentarmi del caldo zanzaroso appiccicoso umido, per quello ci penseranno tutte le signore di una certa età che sicuramente verranno intervistate in questi giorni da tutti i tg nazionali, con il solito corredo di immagini orrorifiche quali: turisti oscenamente spogliati con i piedoni tumefatti in ammollo nelle svariate fontane del nostro belpaese manco fosse una fondue bourguignonne, facce di povere bestiole con la lingua che sembra un rotolone regina, e l’immancabile chiusura con un medico di mezza età che dall’alto della sua autorevolezza vi consiglia di bere molta acqua, mangiare frutta e verdura e non uscire nelle ore più calde del giorno.
Posso solo dirvi che con questo caldo divento insopportabile e la mia voglia di cucinare rasenta lo zero cosmico, per cui penso che da oggi si chiuderà la baracca (vedi, la cucina) o almeno la parte focosa di essa (dato che nella mia cucina per uno strano fenomeno fisico basta fare un caffè e la temperatura sale di diversi gradi centigradi), e si aprirà la sfida di cucinare qualcosa di buono, sano, leggero senza l’uso del fuoco. Primitivo, forse, ma sicuramente molto stimolante per la fantasia culinaria ;)
Giusto appunto, una delle ultime ricette che prevedono l’uso dei fornelli (per un tempo limitatissimo comunque, il che potrebbe farvi fare un’eccezione alla regola ferrea di non accedere a fonti di calore).
Questa cremina mi è stata ispirata dall’ottimo gelato al cardamomo e alle mandorle del Cavoletto di Bruxelles (altro consiglio per l’estate hot!). Ovvero, avevo fatto il gelato per un’occasione di cui vi parlerò, poi però mi è avanzato mezzo cartone di latte di mandorle e ho pensato di fare il mio primo esperimento con l’agar agar.
E’ un dessert semplicissimo ma di grande effetto, e molto delicato per il mix di sapori che contiene.
Cremine alle mandorle e cardamomo di ispirazione cavolesca
1/2 litro di latte di mandorle
2 o 3 bacche di cardamomo (io ne usate 3 perchè le mie erano un po’ secche e avevano perso parte dell’aroma)
100 g di zucchero
pistacchi sgusciati al naturale
2 g di agar agar (un cucchiaino raso)
Aprire le bacche di cardamomo ed estrarre i semini neri. Pestare i semini in un mortaio fino a ridurli in polvere.
Mescolare latte di mandorle, zucchero, cardamomo in polvere, e l’agar mescolando molto bene con una frusta per evitare grumi. Quindi versare il tutto in un pentolino e portare a ebollizione a fuoco dolce: far bollire 1 minuto circa, togliere dal fuoco.
Far intiepidire qualche minuto e versare la crema in cocottine individuali.
Quando è possibile (cioè la cocotte non è più bollente), riporre in frigo per almeno 2 ore.
Servire cospargendo di pistacchi tritati al coltello.

Chi dorme non piglia pesci



E io dormirei tutto il santo giorno in questo periodo. La mattina alzarsi è una tragedia. Durante il giorno non penso che alle coperte (perchè con questo clima tropical-novembrino non se ne può fare a meno). I miei neuroni scioperano.
Insomma sono scarica. E allora ho bisogno di mangiare cose belle e buone e soprattutto facili.

Il pesce con le patate è uno straclassico. Ho pensato che a volte l’abito fa il monaco, e di travestire da tortino un avanzo di branzino già sfilettato che non volevo elaborare troppo. Ma poi ho pensato che anche le patate con il pesto fanno una bella coppia. E così è venuta fuori quella cosa là sopra, scenografica quanto basta, buona, semplice, ancora più gustosa con un filo d’olio come si deve.

Ecco la ricetta che ci vuole più tempo a scrivere che a dire: prendere 2 patate di medie dimensioni, pelarle e tagliarle a fettine sottili con la mandolina. Sbollentarle per qualche minuto in acqua bollente salata. Scolarle e passarle sotto l’acqua fredda per bloccarne la cottura.
Negli stampini da muffin grandi (io ho usato i classici usa e getta…) alternare a strati le patate, il fior di sale, il branzino tagliato a tocchetti fino ad arrivare in cima allo stampo.
Cuocere a 200° per 15/20 minuti. Sformare tiepidi e decorare con una punta di pesto (il mio è originale genovese 100% made in mamma, ed è il più buono del mondo). Condire con un filo d’olio extravergine d’oliva possibilmente ligure.

E con gli avanzi? Quando il riciclo si fa chic…


Be’, non pensavate che fossimo riusciti a farci fuori tutto quel pesce in una sola sera! (Anche se la sensazione di scoppiare di sushi è davvero fantastica…).
Giusto per finire con la rassegna sul pesce crudo, ecco come abbiamo “riciclato” (si fa per dire) gli avanzi:
  • con il sashimi avanzato abbiamo fatto un carpaccio all’italiana: semplicemente abbiamo condito il pesce con un’emulsione di sale, limone, olio e qualche goccia di salsa worcester, completato con pepe verde pestato, lasciato a marinare una notte
  • con il tonno tagliato a tocchetti abbiamo condito una pasta: scottato velocemente il tonno con un filo d’olio in padella, e completato con pomodorini ridotti a dadini e schiacciati velocemente con una forchetta insieme ad uno spicchio di aglio, basilico, olio e sale
  • con il salmone invece abbiamo fatto la tartare che vedete in foto: in un bicchierino abbiamo disposto dell’avocato a cubetti di lato 5mm (anch’esso avanzato dalla sera prima), condito con olio, lime e pepe nero. Sopra abbiamo messo la tartare di salmone, condita anch’essa con del succo di limone, e una spolverata di pepe rosa. Belli da vedere e buoni da mangiare!

Raschiando il fondo del barile.


No, non è che sia caduta particolarmente in basso. Solo che il mio frigo è sempre più minimalista (lo faccio per seguire le mode, cosa credete) e mi sto avvicinando pericolosamente alla fase trasloco per cui troverete sempre più spesso ricette fatte con avanzi di ogni genere: avanzi di frigo, avanzi di dispensa, avanzi di legumi, avanzi di farina.
Però questa sfida degli avanzi è interessante, e in più da vera genovese non mi piace buttare via nulla. Per ora vi propongo questa quiche di avanzi. L’idea l’ho presa in parte da vaniglia e poi ho scoperto che lo stesso giorno evelyne (con cui talvolta mi sento telepatica) aveva proposto un modo simile per riciclare i fondi di frigo. Ecco la mia versione.

Quiche del frigo vuoto

1 cipolla rossa
2 zucchine
2 patate
1 uovo
1 vasetto di yogurt greco prossimo alla scadenza
1 rotolo di pasta sfoglia che vegeta nel freezer dal paleolitico (te credo, la faccio sempre io la pasta per le quiche!)

Rosolare la cipolla in una padella, in un’altra le zucchine tagliate a rondelle sottili.
Cuocere le patate al vapore mantenendole un po’ durette, sbucciarle e tagliarle a fettine sottili.
Srotolare la sfoglia in una teglia. Coprire il fondo con le cipolle, poi fare uno strato di zucchine e salare. Infine ricoprire con le fettine di patate, salare e pepare.
Sbattere l’uovo con lo yogurt e una presa di sale, cospargere la superficie della quiche con il composto (in realtà se ne potrebbe fare a meno, è che mi scadeva lo yogurt!).
Infornare a 180° per 20 minuti. Ottima anche da schiscetta!

I cavoli a merenda, le albicocche in insalata

Capita a volte che uno si senta come un naufrago che annaspa in mezzo alle onde. Che queste onde siano le centinaia di impegni e scadenze che si accumulano tra lavoro, casa in progress, trasloco in fieri e le esigenze (ridotte al minimo) di una vita sociale. E che in tutto questo qualcosa vada sacrificato, nella fattispecie il misero e povero blog (sigh).
Capita anche che, in una settimana in cui si lavora ogni giorno fino a mezzanotte con un caldo mortale (e che io odi l’estate l’ho già esternato), una sera si abbia persino un colpo di genio (poichè la necessità - e il frigo vuoto - aguzzano l’ingegno) e addirittura si riesca a fare una foto… 
Sono molto fiera di quest’insalata di albicocche che mi ha salvato dall’abbrutimento le scorse settimane (mi ha salvato molto di più avere qualcuno che cucinava per me, in effetti ;) ). Adoro gli abbinamenti formaggio + frutta, e usare gli avanzi del frigo per far qualcosa di buono ancora di più.
Ecco qua, insalata di albicocche con vinaigrette al miele
per una persona 
3 albicocche
mezza mozzarella (ma secondo me è ottima anche la feta)
insalatina mista (rucola, songino, lattughino…)
olio evo
aceto di vino rosso
2 cucchiaini di senape (raschiare il fondo del barattolo in esaurimento…)
1 cucchiaino di miele
sale
pepe rosa
Tagliare le albicocche ben lavate a spicchi, e la mozzarella a dadini. Mescolare con l’insalatina.
Per la vinaigrette: sciogliere il sale con 1 cucchiaio di aceto, emulsionare il tutto con 1 cucchiaio abbondante di olio evo. Quindi aggiungere la senape mescolando, e per ultimo il miele. Deve venire una salsina omogenea e non troppo consistente. Io per mescolare uso il frullino per montare il latte ;)
Versare la vinaigrette sull’insalata e guarnire con una spolverata di pepe rosa macinato al momento.

La grande abbuffata - the day after


Sono veramente al punto di non ritorno: penso per la prima volta nella mia vita non ho voglia di cioccolato. Questo è veramente grave. Significa che ho davvero esagerato.
Ma non solo con il cioccolato, devo dire che anche con il resto non mi sono per niente trattenuta: un mega pranzo all’insegna del sincretismo culinario (ligure pugliese piemontese), così ci piace, un picnic di pasquetta a finire gli avanzi e ad arrostire qualche braciola sotto il sole di aprile (che essendo mese con la R è più pericoloso!), alcol in quantità non proprio consone, movimento pari a zero (se si eccettua quello per portare il boccone alla bocca e il masticare)… insomma dopo qualche giorno di bagordi è il momento di fare un po’ di detox.
Stamattina mi sono sparata questo bel frullatone con le pere e le mele che mi sono rimaste in casa, che anche quelle mi hanno un po’ stufato oramai (sempre il limite di mangiare verdura e frutta di stagione, dopo 6 mesi di mele pere pere mele mele pere… non se ne può veramente più!). In aggiunta tanta cannella che mi piace tanto.
Non necessita neanche di ricetta. Basta frullare una pera e una mela a pezzetti (con la buccia se sapete che non le anno pesticidizzate), latte, zucchero di canna e una punta di limone, oltre ovviamente a cannella a piacere (ma proverò anche con il cardamomo ;) ).
Nei prossimi giorni altre ricettine purificanti, prometto.

Oggi m’illumino di meno!

In extremis… ma ce l’ho fatta! Oggi è la giornata del risparmio energetico, promossa dalla trasmissione di Radio 2 Caterpillar (di cui sono una fedele ascoltatrice, soprattutto da quando ho cancellato la tv dalla mia vita) con l’iniziativa M’Illumino di Meno.
Ho sempre partecipato con qualche piccolo gesto a questa iniziativa (cenette a lume di candela per esempio), ma quest’anno mi ero promessa di partecipare alla raccolta di ricette a risparmio energetico promossa da Evelyne di Pasticci & Pasticcini, e al fotofinish ecco la mia ricetta a risparmio energetico: le micro cheesecake alla cannella.


Per 4 tortine:
100 g di biscotti secchi (quelli che avevo in casa)
40 g di burro
200 g di ricotta
100 ml di panna fresca
100 g di zucchero
cannella a piacere (a me ne piace tanta)
3 foglietti di gelatina

Sbriciolare i biscotti (versione a risparmio energetico: metterli in un sacchettino da freezer e divertirsi con un batticarne o un martello…. non troppo però!)
Sciogliere il burro (30 secondi in microonde) e amalgamarlo alle briciole di biscotti. Stendere il composto sul fondo di 4 piccoli stampi (io ho usato quelli da budino…. non il massimo, ma non so se esistano stampi a cerniera così piccoli).
Montare la panna, quando è ben ferma aggiungere lo zucchero, sempre montando, e infine la ricotta e la cannella.
Sciogliere la gelatina, precedentemente ammollata in acqua fredda, in mezzo bicchiere d’acqua (30 secondi in microonde). Aggiungerla al composto e montare ancora per qualche minuto, fino a renderlo bello spumoso. In tutto avremo usato le fruste elettriche per 10 minuti.
Versarlo negli stampini sopra la base di biscotto e metterli in frigo per una notte.

E ora provo a calcolare quanto abbiamo consumato con questa ricetta (in termini di kilowatt/ora, non di calorie… anzi per quelle il bilancio è decisamente in rosso!). Ovviamente è solo una stima (per eccesso tra l’altro), basata sulle indicazioni di consumo degli elettrodomestici che ho usato.
- 1 minuto di microonde a 750 w: 0,0125 kw/h
- 10 minuti di minipimer (frusta elettrica), potenza 350 w: 0,058 kw/h
Totale: 0,0705 kw/h
Non molto vero?

Spero che il calcolo sia corretto, mi sono basata su qualche reminiscenza di fisica e qualche ricerca su wikipedia… apprezzate lo sforzo ;)

Buona giornata del risparmio energetico a tutti!

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