Le ricette di The Hub #2 - Impatto Zero

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Prima, durante, e dopo, c’è stato il lavoro. Poi, il mio compleanno. Poi, la Foodie Geek Dinner. Poi un sacco di altre scuse che in parte giustificano la latitanza. E io, come sempre, avrei bisogno di 4 vite per star dietro a tutto quello che mi piace. 

Ma evviva! In questo post ci sono delle ricette. Un sacco di ricette (clicca qui) Quelle delle Sexy Salad dello scorso mese: a The Hub si è parlato di Impatto Zero, ovvero come cercare di vivere su questo pianeta come se ci fosse un domani. 

Progetti super tecnologici, come la casa off grid della Fabbrica del Sole, e piccole idee geniali come quelle di Green Graffiti, Venti Sostenibili, Escogi3. Per esempio, sapevate che si può trasformare una bici normale in una bici elettrica? E la stessa cosa si può fare con una macchina? Pensate che vivere staccati da rete elettrica, gas, grande distribuzione voglia dire tornare all’età della pietra?

Vi invito a fare un giro tra questi link per scoprire un mondo che forse non immaginavate neanche. E a fare un salto alla prossima Sexy Salad, giovedì 21 (si parla di innovazione al femminile). Ci sono sempre ottime idee da mettere in circolo, e qualcosa da mangiare :)

Back from London. Porridge per sentirsi a casa

Vintage Style Porridge

Mi piace la pioggia, e il freddo, soprattutto d’estate. Bevo il tè con il latte, talvolta riutilizzo la bustina. Qualche volta, la domenica mattina, mi concedo scrambled eggs, baked beans e toasted bread.

E amo il porridge. Proprio quello: l’infausta pappetta che fa rabbrividire la stragrande maggioranza dei miei italici concittadini, salvo noi amanti della Cool Britannia.

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Il paradosso della melanzana

Neanche fai tempo a lamentarti dell’afa, dell’orario estivo dei mezzi, dei ristoranti quasi tutti chiusi nonostante la crisi, che già arriva settembre.

È il paradosso della melanzana: l’aspetto tutto l’anno e quando arriva non posso cucinarla perché la temperatura di casa supera già pericolosamente i 30 gradi. E quando abbandono la dieta crudista e torno ad accendere almeno il fornello (non dico il forno), ecco che il meraviglioso ortaggio è uscito di scena.

Quest’anno mi sono salvata in extremis, e ho addirittura osato una veloce passata sotto il grill, prima che l’ennesimo anticiclone fosse spazzato via del tutto dall’ennesima perturbazione dal nome improbabile.

È una melanzana ripiena completamente vegan e piuttosto light. O almeno, ci piace ricordarla così. Benvenuto settembre!

Melanzana ripiena con seitan e burghul

1 melanzana grande | 100 g di burghul già ammollato in acqua, pronto per essere condito | 150 g di seitan al naturale | 1 cipollotto | 1 zucchina | qualche foglia di basilico

Tagliare la melanzana in 2, longitudinalmente, e svuotarla della polpa lasciando circa 1 cm di polpa. Tenere da parte la polpa rimossa.

Cuocere le due metà in microonde per 5 minuti: in un piatto posizionare le calotte con la parte cava verso il basso, versare 1 dito di acqua e coprire con pellicola per microonde bucherellata con una forchetta.

Nel frattempo, rosolare la cipolla tritata fine in un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Quando è morbida, aggiungere la polpa della melanzana, ridotto a dadini, la zucchina tagliata allo stesso modo, il seitan a cubetti e infine il basilico e il burghul. Regolare di sale e pepe.

Riempire le calotte delle melanzane e passare sotto il grill del forno per 5 minuti. Migliorano il giorno dopo.

L’ultima zuppa dell’inverno?

Salutiamo (forse) l’inverno più pazzo degli ultimi anni, pronti a dare il benvenuto alla primavera?

Per non smentirmi ho deciso che avrei concluso idealmente l’inverno con una zuppa: comfort, semplicità, salute, calore. Ecco perchè le amo tanto.

Questa è la zuppa di riso e bietole:

2 mazzi di bietole bio
2 porri bio
200 g di riso per minestre (originario)
brodo vegetale
olio extravergine d’oliva
parmiggiano reggiano

Preparare innanzitutto il brodo: io ho usato 2 carote, 2 coste di sedano, 1 cipolla, 1 patata, 1 foglia di alloro e ho coperto il tutto con 2 litri di acqua fredda. Ho cotto il tutto in pentola a pressione per circa 30 minuti dal fischio (si può cuocere anche di più, in pentola normale, ma questa versione è quella quick!).

Lavare bene le bietole e tagliarle a striscioline sottili. Lavare bene anche i porri e tagliarli a rondelle, compresa la parte verde. 

Far rosolare i porri con un paio di cucchiai di olio in una pentola capiente, aggiungere quindi le bietole e far insaporire un paio di minuti. Versare il brodo (circa 1 litro) e far cuocere a fuoco medio per una decina di minuti. A questo punto aggiungere il riso e portare a cottura.

Regolare di sale e di pepe, versare nelle fondine e aggiungere un filo d’olio a crudo, un po’ di grana a scaglie e del peperoncino tritato o del pepe.

Leftovers stir-fry (o della pigrizia domenicale)

Ovvero: avanzi in salsa cinese. O di come sia rassicurante, la domenica in cui ti sei svegliato tardi e non ci pensi neanche a mettere il naso fuori di casa (che poi io sono contraria alla spesa di domenica) raccattare un po’ di cose dal frigo, sbatterle in un wok e inventarsi una ricetta.

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Tabulè lo scrivo come mi pare. Tiè.


Ma come cavolo si scrive? Tabuleh, taboulé, tabbule, continuo a trovare traslitterazioni diverse l’una dall’altra. Di certezze ce ne sono poche: che sia un piatto della cucina mediorientale (qualcuno sostiene di origine libanese), e che se ne trovino infinite varianti. Probabilmente, un po’ come il minestrone, una ricetta per ogni famiglia. Che andrebbe fatto con il bulgur, forse, ma ne ho assaggiate ottime varianti con cous cous o addirittura con la quinoa. Io ne avevo accennato qui, e lo propongo nella mia serie di piatti senza cottura in cui mi sto sbizzarrendo grazie all’afa milanese. Si presa a innumerevoli varianti, a seconda del gusto e di quello che si ha in casa. Ecco la mia ultima versione.

per una vagonata circa (che si presta per aperitivi o cene estive in compagnia)

300g di bulgur | 2 cetrioli | 500g di pomodorini | 2 cipollotti | 1 scatoletta di ceci | 1 mazzo grande di prezzemolo | 1 mazzetto di basilico | 1 limone | 5 cucchiai di olio evo | sale e pepe

Sciacquare il bulgur in acqua fredda. Coprire poi con acqua tiepida fino al doppio del volume. Lasciar rinvenire per 2 ore.

Nel frattempo: eliminare la buccia e i semi del cetriolo, tagliarlo a dadini. Tagliare in 4 spicchi i pomodorini. Tagliare a rondelle i cipollotti. Scolare e sciacquare i ceci. Tritare al coltello il prezzemolo e sforbiciare il basilico.

Preparare un emulsione con sale, limone, olio. Quando il bulgur è pronto, scolarlo per bene. Aggiungere le verdure e le erbe e condire con l’emulsione. Aggiustare di pepe.
Il mio tabulè è schiscetta-proof!

Dove eravamo rimasti? Ah sì, le japonaiserie


Dicevamo. Riso per il sushi, sashimi, maki e tutte quelle cose che sembrano difficilissime (almeno, a me sembravano così) e che invece si possono rivelare un piacevolissimo e rilassante passatempo per un sabato pomeriggio in cucina.

Ecco come abbiamo preparato la nostra cenetta di sushi.

Innanzitutto abbiamo preparato il riso: è importante farlo per primo per farlo raffreddare.
500 g di riso per sushi (ormai lo fa anche il Riso Gallo, se non lo trovate potete usare il carnaroli)
600 g di acqua
100 g di aceto di riso miscelato con 1 cucchiaio e mezzo di zucchero (oppure usare il condimento per sushi già pronto)
1 cucchiaino di sale

Sciacquare il riso per togliere l’amido: in una ciotola ampia porre il riso e sciacquarlo sotto l’acqua corrente del rubinetto, rigirandolo con una mano a conchetta facendo un movimento circolare. Il riso è pronto quando l’acqua risulta trasparente.
Lasciarlo per un’ora in uno scolapasta.
Mettere il riso e l’acqua in una pentola, far cuocere 10 minuti scoperto, finchè tutta l’acqua non sia asciugata. Una volta cotto, spegnere e lasciare la pentola coperta altri 10 minuti.
Miscelare l’aceto, lo zucchero e il sale.
Versare il riso in un recipiente capiente (dovrebbe essere in legno… e chi ce l’ha?), e smuoverlo delicatamente con un cucchiaio di legno piatto, facendo attenzione che non si rompa, spargendo il condimento allo stesso tempo affinchè possa essere assorbito dal riso lentamente.
Far raffreddare il riso sventolando energicamente (in teoria con un ventaglio… in pratica con un tagliere leggero!). Questo serve a raffreddare il riso e a far evaporare l’aceto.
Una volta raffreddato, spostarlo tutto da una parte e coprirlo con un panno umido, per evitare che si asciughi troppo.

Dopo il riso ci siamo dedicati al pesce.
Abbiamo innanzitutto tagliato il sashimi, e le fettine che ci sono poi servite per i nighiri.
Come tagliare il pesce?
Innanzitutto dovrete ricavare dal vostro filetto (mi raccomando dite al pescivendolo che vi serve per il sushi!) un parallelepipedo con una sezione di circa 3 dita per 2. Il resto lo abbiamo tagliato a strisce regolari di sezione quadrata e lo abbiamo poi utilizzato per i maki.

Noi abbiamo usato 500 grammi di salmone e 300 di tonno (per due era tantissimo!).
Prendere il filetto di tonno o salmone tenendolo con la mano sinistra e appoggiando la lama del coltello a 45 gradi, inciderlo profondamente per ricavare delle fettine oblique di mezzo centimetro di spessore.
Ecco che il vostro sashimi è pronto :)

Per i nighiri, prendere il riso preparato, prelevare una piccola quantità di riso con la mano destra senza schiacciarlo, modellarlo fino a ottenere una specie di polpetta oblunga di 4-5 cm di lunghezza.
Prendere una fettina di pesce e premere il riso sul pesce senza schiacciarlo, adattare poi il pesce al riso e perfezionare la forma del nighiri, quindi adagiare il nighiri sul piatto.


E ora veniamo ai grandi classici maki. Anche in questo caso, sorprendentemente più facile del previsto.
Servono:
Il pesce avanzato prima, tagliato a strisce di sezione quadrata
1/2 avocado, tagliato anch’esso a strisce quadrate
1/2 cetriolo, pelato e privato dei semi, tagliato allo stesso modo

Munirsi di apposita stuoietta in bambù (io l’ho presa al Kathay, ma l’ho vista anche all’Esselunga). Ricoprirla di pellicola da cucina.
Appoggiare un foglio di alga nori, quindi adagiare sull’alga uno strato di riso non troppo spesso, fino a 2/3 dal bordo superiore dell’alga.
Appoggiare a metà dell’area del riso una striscia di pesce e una striscia di avocado o cetriolo.
Cominciare ad arrotolare con l’ausilio della stuoietta, stringendo bene ad ogni passaggio.
Chiudere il rotolo e tagliare l’alga in eccesso.
Tagliare poi il rotolo a pezzettini di circa 2 dita di spessore, usando un coltello ben affilato.

Fine!
Tempo totale: 3 ore.
Questo è stato il nostro primo esperimento, non vedo l’ora di replicare con altri tipi di pesce, e altri possibili filling per i nostri maki :P

Strategie anticaldo, nella schiscetta


Ancora caldo, nonostante le promesse dei meteorologi. Per fortuna domani sarò su una spiaggia, e speriamo veramente che il tempo non si metta a fare pazzie proprio nel weekend!
Con questo caldo anche l’insalata diventa un rimedio difficile per il pranzo in ufficio, se non si ha un frigo decente (ed è il mio caso): ieri mi sono trovata a mangiare delle foglie più mosce di me (che col caldo mi ammoscio parecchio) ed è stata una gran pena. Allora ho deciso di optare per un piatto semplice, speziato e leggero allo stesso tempo. E poi riempie anche ;)

La mia strategia anticaldo versione schiscetta, riso basmati con albicocche secche.

Il riso è un alimento leggero e facilmente digeribile, le spezie come dicevo aiutano a sopportare il caldo (tranne pepe e peperoncino!), la frutta secca, in particolare l’albicocca, contiene dosi elevate di sali minerali tra cui magnesio e potassio.
Ve la propongo direttamente nel suo contenitore à porter, perchè con questa ricetta partecipo (in extremis) alla raccolta di ricette da schiscetta organizzata da desperate.houseviz e babs.

La ricetta (per 3 porzioni)
200 g di riso basmati Altromercato (equo e solidale), o comunque un riso che si possa cuocere con il metodo pilaf
375 ml di acqua
1 cipolla
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di coriandolo
1 stecca di cannella
3 capsule di cardamomo (i semi)
6-7 albicocche secche tritate
olio
sale

In un mortaio pestare tutti i semi fino a ridurli in polvere.
Tritare la cipolla e soffriggerla nell’olio finchè non diventa trasparente. Aggiungere le spezie e farle tostare per un minuto affinchè rilascino i loro aromi.
Aggiungere il riso e mescolare finchè i chicchi diventano brillanti. A questo punto aggiungere la stecca di cannella, le albicocche tritate, e versare l’acqua.
Portare a ebollizione, aggiungere sale quanto basta e mescolare una sola volta. Coprire la pentola con il coperchio: se non si chiude perfettamente, inserire dell’alluminio tra la pentola e l coperchio.
Ridurre la fiamma al minimo e cuocere per 10 minuti senza mai sollevare il coperchio. A fine cottura, scoperchiare e sistemare un canovaccio pulito sul riso. Far riposare per 5 minuti, dopo di che mescolare il riso con una forchetta per far circolare l’aria e servire.

Il Dahl (non è solo uno scrittore)


Non è un post su Roald Dahl, anche se lui con la cucina, in particolare i dolci, qualche relazione ce l’ha.
E’ che da un po’ di tempo volevo fare il dahl, un piatto indiano che avevo provato da un’amica. Poi lei è partita per un altro continente, ha fatto un bambino, e tra una cosa e l’altra non mi ha più dato la ricetta. Complice una gran voglia di colore in cucina e una visita da Kathay a Milano (a cui dovrò dedicare un intero post), alla fine mi sono decisa e l’ho fatto.
La ricetta l’ho rielaborata dal libro che mi hanno regalato a Natale, ed ecco qui la mia versione. Pare infatti che non ci sia LA ricetta, ma un’infinità di ricette quante sono le infinità di culture e di etnie dell’India.

Ecco il dahl, a modo mio
250 g di lenticchie rosse
1 stecca di cannella
4 capsule di cardamomo
1/2 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di curcuma
1 barattolo di pelati
1 cipolla
1 vasetto di yogurt bianco naturale

Sciacquare molto bene le lenticchie. Tritare grossolanamente la cipolla. In una pentola mettere le lenticchie, la cipolla, le spezie (le capsule di cardamomo tutte tranne una), i pelati.
Aggiungere 500 ml d’acqua e portare a bollore.
Cuocere per 25 minuti circa a fuoco lento e senza coperchio.
Trascorso questo tempo, quando le lenticchie cominciano ormai a disfarsi, rimuovere la stecca di cannella e le capsule di cardamomo.
Frullare il tutto insieme ai semi dell’altra capsula di cardamomo.
Rimettere sul fuoco, sempre basso, e aggiungere lo yogurt. Far cuocere ancora qualche minuto e servire.
Ottimo con dei chapati, e anche per la schiscetta del giorno dopo!
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