
Qual è il termine ultimo oltre il quale si deve smettere di augurare buon anno? Fino a quale giorno di gennaio si può compilare la lista dei buoni propositi? E soprattutto, quando finiremo di smaltire tutto ciò che abbiamo ingurgitato durante le feste?
Domande oziose, a cui fornirò le mie personali risposte: gli auguri continuo a farli anche a febbraio; non credo ai buoni propositi, tranne quelli a posteriori; ho finito di smaltire il panettone ieri.
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Secondo il counter, questo è il centesimo post su Sgt. Pepper’s Lonely Kitchen. Per i blogger seri, quelli che postano con regolarità svariate volte alla settimana, è un record risibile.
Io, che vorrei ma non posso, me ne rallegro. Un traguardo piccolo, ma tutta roba mia. Evviva!
Dovrei festeggiare forse con qualcosa di più significativo, una torta decadente, un piatto elaborato, qualche ingrediente esotico. Ma oggi capita che in coda ci sia questa zuppetta estiva, d’altra parte la stagione è calda, il forno chiuso per ferie e le verdure squisite.
La ricetta è ispirata a una salade à boire che avevo visto su un vecchio Elle à Table, ma rivisitata con quello che avevo in frigo (zucchine dell’orto) e freezer (piselli del contadino di Borso del Grappa, o meglio “Bisi de Borso”). Molto salutare, non voletemene male.
Zuppetta verde fredda
4 zucchine piccole (o 2 grandi)
200 g di piselli freschi o surgelati
una manciata di foglie di rucola
2 cucchiaini di olio extravergine
2 cucchiaini di aceto di mele
qualche goccia di tabasco
sale e pepe
Cuocere a vapore i piselli per 10 minuti; trascorso questo tempo aggiungere le zucchine lavate e tagliate a piccoli pezzi e cuocere per altri 5 minuti. Lasciare raffreddare.
Frullare la verdura insieme all’acqua usata per cuocere a vapore, aggiungere la rucola e tutti gli altri ingredienti. Salare e pepare a piacere.
Servire freddissima, dopo averla fatta riposare in frigo per qualche ora.

Ovvero: avanzi in salsa cinese. O di come sia rassicurante, la domenica in cui ti sei svegliato tardi e non ci pensi neanche a mettere il naso fuori di casa (che poi io sono contraria alla spesa di domenica) raccattare un po’ di cose dal frigo, sbatterle in un wok e inventarsi una ricetta.
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Ecco, veramente sarebbe il day #4 ma la pubblicazione dei post non segue pedissequamente il mio detox a meno che non abbia ricette degne di questo nome da raccontare (e non le verdure tristi che ho mangiato ieri, lasciamo perdere). Oggi variante decisamente più appetitosa (e basta zuppe).
E’ una quiche di patate e carciofi senza però latticini nè uova. Ora che ci penso è piuttosto vegana.
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Oggi detox con gli adorati legumi: ancora zuppa, ma decisamente più ricca (comunque dietetica). Quasi una non ricetta, ottima per altro se avete sacchettini aperti di legumi che transitano per la dispensa da secoli.
Io ho usato lenticchie rosse, lenticchie verdi, fagioli borlotti e cannellini, ceci. Lasciare tutto in ammollo per una notte, poi scolare e sciacquare i legumi.
Far rosolare uno spicchio d’aglio e una foglia di alloro in un paio di cucchiai d’olio, in pentola a pressione. Aggiungere i legumi (i miei erano circa 300 grammi) e due tazze di passata di pomodoro. Coprire con acqua fino al doppio del volume dei legumi. Chiudere la pentola, cuocere 40 minuti dal fischio.
A fine cottura regolare di sale e se si vuole frullare in parte la minestra. Servire con un filo d’olio a crudo e una macinata di pepe.

Ah, ma come siamo originali. Parlare di D-day (Detox day) il 2 di gennaio.
Ma se avessi voluto essere originale non avrei aperto un foodblog, e per una volta fatemi uniformare alla massa di post su come smaltire le meraviglie culinarie in cui ci siamo prodigati durante le feste.
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