Spring is here! (Tortine al limone caramellato)

E poi, senza chiedere il permesso a nessuno, è arrivata la primavera. Già si vedevano le prime avvisaglie: alberi fioriti che spuntavano tra un blocco di cemento e un parcheggio, qualche uccellino furtivo sorpreso a cinguettare la mattina, persino un odore diverso (diverso dal PM10) nell’aria. Persino a Milano.

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Che fichi! | I love figs!

Ecco i primi fichi di quest’anno. Resisteranno abbastanza per farci una ricetta? 

Here are my first figs of the year. Will they last enough to try some recipe?

Pere sotto mentite spoglie | Un-guilt little treat: Pear and Cinnamon Pudding

Dopo le vacanze di Natale (che ormai si perdono nelle nebbie dei ricordi) ho provato l’esigenza fisica di nutrirmi in maniera sana e ho optato per l’abbondanza di frutta e verdura fresca. Purtroppo non amo particolarmente la frutta invernale, e alla fine ho dovuto inventarmi un modo per smaltire le scorte di pere che avevo accumulato. Grazie all’agar agar, ho provato a nascondere le pere sotto mentite spoglie!

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Pseudo-trifle per serate torride

Io il trifle non sapevo cosa fosse. Bè non che adesso sia la massima esperta mondiale, ma da quel che ho capito funziona come un tiramisù solo che c’è di mezzo la frutta e il pan di spagna. Ovviamente con creme pesantissime e talvolta gelatina.
Non è che in questo periodo abbia proprio voglia di roba da un migliaio di calorie a cucchiaio, e anzi, mi sto nutrendo per lo più di frutta e latticini freschi (oltre che di granite e ghiaccioli). Ma avevo un vagone di albicocche da smaltire (buonissime, biologiche, di quelle piccoline saporite…), e un quintale circa di un’ottima ricotta di pecora. Allora ho pensato di fare questo finto trifle, un po’ più light e molto rinfrescante. Il risultato mi è piaciuto molto, soprattutto dopo un po’ di riposo in frigo che ha compattato meglio i vari strati.

Finto trifle alle albicocche e ricotta

per 4 persone
8 albicocche mature
2 pacchetti di pavesini 
2 dl di succo di albicocca
300 g di ricotta di pecora
125 g di yogurt bianco al naturale
2 cucchiai di miele
basilico per guarnire
Denocciolare le albicocche e tagliarle a spicchietti. 
Lavorare la ricotta con lo yogurt e il miele fino ad ottenere una crema omogenea.
In un piatto fondo versare il succo di albicocca; bagnare 2 pavesini alla volta nel succo per comporre gli strati come segue: pavesini imbevuti di succo, spicchi di albicocca, crema di ricotta (per 2 volte). Ad ogni strato, premere bene per compattare il tutto. Si può realizzare in bicchieri o ciotoline individuali oppure in un contenitore unico.
Guarnire con delle foglioline di basilico (oppure menta) e lasciar riposare per qualche ora in frigo.
Servire freddo!

Il post(o) delle fragole


Dunque, nonostante tutto pare che la primavera sia arrivata (a parte che qui diluvia da giorni e oggi meditavo di riaccendere il riscaldamento, ma per principio non lo farò), e con lei tutte quelle cose che sono così buone da durare sui banchi del mercato pochi mesi. Insomma diffidate di chi vi vende le fragole a gennaio o ad agosto… Compratele adesso, che danno il meglio di sè.
Io mi sono fatta la scorta (anche troppo) e visto che me le stavo mangiando veramente in tutte le salse (e in tutte le torte, macedonie, gelati del caso) ho pensato di rispolverare la mia solita mania di unire frutta e formaggio. C’è poco da fare, è un abbinamento che mi piace da morire, ed ecco che ne ho trovato un altro: fragole e chèvre. Me lo mangerei a tutte le ore.

La ricetta è semplice che più semplice non si può, e si presta ad infinite varianti (compresi i crostini fragole chèvre e aceto balsamico che ho fatto per un aperitivo qualche sera fa…): prendere dell’insalatina di stagione (io ho usato rucola, si sposa molto bene), qualche fragola lavata e tagliata a pezzi, qualche tocchetto di chèvre (io ne ho usato uno delle Langhe, fate voi!). Farne un’insalata, condire con un olio extravergine d’oliva non troppo forte (io ne ho usato uno ligure di olive taggiasche), completare una macinata di pepe rosa.

Scorza dura, cuore tenero



Potrebbe essere il nuovo claim per promuovere la Liguria (e decantare le qualità dei suoi abitanti): in realtà pensavo a un modo per descrivere un crumble. Ma poi mi è venuto in mente che la definizione si adatta anche ai miei conterranei.
Bando alle ciance nostalgico-campaniliste, ecco il dolce che spesso e volentieri ultimamente mi salva le serate. Non esagero, a volte mi basta un dolce dopo cena per riconsiderare da un’altra prospettiva il delirio delle mie giornate lavorative. (Ebbè, mi accontento di poco io!)
Questa è una delle tipiche cose che si possono imbastire all’ultimo minuto mentre bolle l’acqua della pasta, cuoce mentre voi cenate, e verso la fine della cena è pronto da sfornare. Poi potete scegliere se mangiarlo seduti composti a tavola o sbracati davanti a un film o una serie tv. Noi solitamente optiamo per la seconda :)

Il crumble è deliziosamente bruttino. Sa di casa, lo potete declinare in tutte le stagioni (si fa con qualunque frutto succoso), ma la versione che preferisco è quella con le mele. Anche perchè ho trovato un modo assolutamente a prova di minuti contati: le mele cotte nel microonde (ah la tecnologia. Veramente il microonde sta per diventare il mio miglior amico in cucina, spero che il Kenwood non si ingelosisca).
Per le briciole invece, dopo aver provato numerose varianti tutte incredibilmente burrose, oramai opto sempre per la versione di Azabel, senza burro (evviva!), che nella sua leggerezza esalta il sapore della frutta senza coprirlo. Io non metto le rose, ma le mandorle (o le nocciole, per l’appunto) assolutamente sì!

Crumble di mele a prova di straordinari
per 2 persone
2 mele grosse (le vostre preferite, meglio evitare le granny smith però)
una capsula di cardamomo
2 cucchiai di farina 00
1 cucchiaio e 1/2 di zucchero
un pugno di mandorle tritate non troppo fini (o nocciole)
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio di riso
qualche goccia d’acqua fredda

Togliere il torsolo alle mele, tagliarle a metà e sistemarle in un contenitore che possa andare nel microonde insieme ai semi di cardamomo; coprire con la pellicola, fare dei buchetti con uno stuzzicadenti e cuocere in microonde alla massima potenza per 6 minuti.
Una volta cotte, prelevate la polpa delle mele con un cucchiaino e distribuitela in due cocottine.
Formate le briciole: unite tutti gli ingredienti secchi e miscelateli, aggiungete l’olio e l’acqua e lavorate come per la pasta brisée, formando dei bricioloni con la punta delle dita.
Cospargete le briciole sulla frutta, infornate in forno già caldo a 180° per 25 minuti e aspettate che la casa profumi di buono. Provate poi il piacere di immergere il cucchiaino, occhio alle ustioni!

Intermezzo estivo. Un salutare pranzetto casalingo (e di nuovo la frutta a sproposito)


Per una serie di ragioni oggi sono riuscita a rimanere a casa e lavorare dalla mia scrivania. Fantastico! Questo mi ha evitato, nell’ordine:
  • la solita ora di viaggio (che adesso che le scuole son chiuse diventa anche un’ora e mezza, perchè gli autobus nell’hinterland milanese, si sa, li usano solo i ragazzi che vanno a scuola…)
  • un caldo micidiale che prima o poi mi ucciderà
  • dover pensare la sera prima a cosa mangerò il giorno dopo e cucinarlo e chiuderlo in un tupperware.
E sono pure riuscita a fare una foto con la luce del sole, yes!
Cosa ho mangiato dunque con cotanta soddisfazione? Seitan in padella marinato e un’altra insalata con la frutta (chè ormai ci sto prendendo gusto :P).

In primo piano: seitan marinato al balsamico
per una persona
120 g di seitan
un cipollotto
rosmarino
maggiorana
sale pepe
olio evo
aceto balsamico

Tagliare il seitan a strisce. Metterlo in un piatto e ricoprirlo con il cipollotto affettato, la maggiorana, il rosmarino, sale, pepe e olio evo a piacere. Coprire il piatto con pellicola e lasciarlo a marinare anche tutta la notte (e comunque almeno 2 ore).
Scaldare una padella, versare il tutto, aggiungere poi 2 cucchiaini di aceto balsamico e far cuocere una decina di minuti.

Sullo sfondo: insalata di pesche e rucola

Rucola
1 pesca
ricotta salata
il gambo di 1 cipollotto
sale
pepe
olio evo
succo di limone

Comporre l’insalata mescolando la rucola, la pesca tagliata a spicchi, alcune scaglie di ricotta salata (o pecorino), il gambo di cipollotto tagliato a tocchettini. Condire con succo di limone, sale, pepe, olio evo.



I cavoli a merenda, le albicocche in insalata

Capita a volte che uno si senta come un naufrago che annaspa in mezzo alle onde. Che queste onde siano le centinaia di impegni e scadenze che si accumulano tra lavoro, casa in progress, trasloco in fieri e le esigenze (ridotte al minimo) di una vita sociale. E che in tutto questo qualcosa vada sacrificato, nella fattispecie il misero e povero blog (sigh).
Capita anche che, in una settimana in cui si lavora ogni giorno fino a mezzanotte con un caldo mortale (e che io odi l’estate l’ho già esternato), una sera si abbia persino un colpo di genio (poichè la necessità - e il frigo vuoto - aguzzano l’ingegno) e addirittura si riesca a fare una foto… 
Sono molto fiera di quest’insalata di albicocche che mi ha salvato dall’abbrutimento le scorse settimane (mi ha salvato molto di più avere qualcuno che cucinava per me, in effetti ;) ). Adoro gli abbinamenti formaggio + frutta, e usare gli avanzi del frigo per far qualcosa di buono ancora di più.
Ecco qua, insalata di albicocche con vinaigrette al miele
per una persona 
3 albicocche
mezza mozzarella (ma secondo me è ottima anche la feta)
insalatina mista (rucola, songino, lattughino…)
olio evo
aceto di vino rosso
2 cucchiaini di senape (raschiare il fondo del barattolo in esaurimento…)
1 cucchiaino di miele
sale
pepe rosa
Tagliare le albicocche ben lavate a spicchi, e la mozzarella a dadini. Mescolare con l’insalatina.
Per la vinaigrette: sciogliere il sale con 1 cucchiaio di aceto, emulsionare il tutto con 1 cucchiaio abbondante di olio evo. Quindi aggiungere la senape mescolando, e per ultimo il miele. Deve venire una salsina omogenea e non troppo consistente. Io per mescolare uso il frullino per montare il latte ;)
Versare la vinaigrette sull’insalata e guarnire con una spolverata di pepe rosa macinato al momento.

La grande abbuffata - the day after


Sono veramente al punto di non ritorno: penso per la prima volta nella mia vita non ho voglia di cioccolato. Questo è veramente grave. Significa che ho davvero esagerato.
Ma non solo con il cioccolato, devo dire che anche con il resto non mi sono per niente trattenuta: un mega pranzo all’insegna del sincretismo culinario (ligure pugliese piemontese), così ci piace, un picnic di pasquetta a finire gli avanzi e ad arrostire qualche braciola sotto il sole di aprile (che essendo mese con la R è più pericoloso!), alcol in quantità non proprio consone, movimento pari a zero (se si eccettua quello per portare il boccone alla bocca e il masticare)… insomma dopo qualche giorno di bagordi è il momento di fare un po’ di detox.
Stamattina mi sono sparata questo bel frullatone con le pere e le mele che mi sono rimaste in casa, che anche quelle mi hanno un po’ stufato oramai (sempre il limite di mangiare verdura e frutta di stagione, dopo 6 mesi di mele pere pere mele mele pere… non se ne può veramente più!). In aggiunta tanta cannella che mi piace tanto.
Non necessita neanche di ricetta. Basta frullare una pera e una mela a pezzetti (con la buccia se sapete che non le anno pesticidizzate), latte, zucchero di canna e una punta di limone, oltre ovviamente a cannella a piacere (ma proverò anche con il cardamomo ;) ).
Nei prossimi giorni altre ricettine purificanti, prometto.

A metà strada tra Cuba e il Sassello

Non so come cominciare il post dopo tutto questo tempo che non scrivo su questo blog… Come spesso mi succede mi sono fatta prendere dai mille impegni del periodo natalizio, pre natalizio, post natalizio e ho tralasciato le cose che mi piacciono. Allora, evitandovi il riassunto delle puntate precedenti (ovvero tutto quello che ho cucinato e mangiato nel mese di dicembre!), ricominciamo.


Ricominciamo da un premio che ho ricevuto da Elena, che mi ha fatto molto piacere e mi ha fatto tornare la voglia di aggiornare il blog.
Ricominciamo in dolcezza, con la torta che mi sono inventata ieri sera per smaltire un po’ di pere che ho comprato e che non ho mai voglia di mangiare, un residuato di un viaggio a Cuba (non fatto da me purtroppo), e degli amaretti morbidi del Sassello che ormai sembrano di cartongesso…

Ecco allora la torta rum e pera con gli amaretti. E’ una torta molto leggera (no burro, poco zucchero, poche uova), ma decisamente gustosa. I sapori si armonizzano bene tra loro, non è eccessivamente dolce ma molto aromatica.


Per una tortiera a cerniera di 26cm di diametro:
250 g di farina autolievitante
100 g di zucchero di canna mascobado
4 pere abate
3 uova piccole (o 2 grandi)
1/2 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di olio di semi
1/2 bicchiere di rum di qualità
100 g di amaretti secchi (per loro vocazione o perchè sono rimasti mesi immangiati)
1 cucchiaio di marmellata di albicocche

Sbucciare le pere, tagliarne 3 a pezzetti e una a fettine sottili. Bagnare le pere con il rum e lasciarle a macerare
In una ciotola montare le uova con lo zucchero usando una frusta elettrica per almeno 5 minuti. Bisogna ottenere un composto spumoso e il più chiaro possibile. Unire poi il latte e l’olio di semi, sempre montando.
Infine aggiungere la farina setacciata e mescolare fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi.
Aggiungere al composto le pere a pezzetti (quella a fettine tenerla per decorare la torta).
Nella tortiera foderata di carta da forno, coprire il fondo con uno strato di amaretti tritati. Versare sopra il composto, infine decorare con le fettine di pera spingendole un po’ nell’impasto.
Cuocere per 1 ora a 180°. Verso metà cottura, se la superficie si scurisse troppo, coprire con un foglio di alluminio. Controllare sempre la cottura con la lama di un coltello.
Sfornare e spennelare, ancora calda, con la marmellata sciolta in 2 cucchiai di acqua bollente.
La vostra casa si riempirà di un profumino meraviglioso. Cercate di resistere ad assaggiarla, almeno fatela intiepidire un po’ (io mi sono scottata il palato… per questo vi metto in guardia!)
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