Le ricette di The Hub #2 - Impatto Zero

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Prima, durante, e dopo, c’è stato il lavoro. Poi, il mio compleanno. Poi, la Foodie Geek Dinner. Poi un sacco di altre scuse che in parte giustificano la latitanza. E io, come sempre, avrei bisogno di 4 vite per star dietro a tutto quello che mi piace. 

Ma evviva! In questo post ci sono delle ricette. Un sacco di ricette (clicca qui) Quelle delle Sexy Salad dello scorso mese: a The Hub si è parlato di Impatto Zero, ovvero come cercare di vivere su questo pianeta come se ci fosse un domani. 

Progetti super tecnologici, come la casa off grid della Fabbrica del Sole, e piccole idee geniali come quelle di Green Graffiti, Venti Sostenibili, Escogi3. Per esempio, sapevate che si può trasformare una bici normale in una bici elettrica? E la stessa cosa si può fare con una macchina? Pensate che vivere staccati da rete elettrica, gas, grande distribuzione voglia dire tornare all’età della pietra?

Vi invito a fare un giro tra questi link per scoprire un mondo che forse non immaginavate neanche. E a fare un salto alla prossima Sexy Salad, giovedì 21 (si parla di innovazione al femminile). Ci sono sempre ottime idee da mettere in circolo, e qualcosa da mangiare :)

Le mie Sexy Salad a The Hub Milano. Nutrirsi di buone idee

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Per iniziare questo post avrei dovuto provare a raccontare di cosa mi occupo, “nella vita”. Ma dopo aver scritto almeno una dozzina di incipit diversi, ho deciso di trovare un’espediente: parto da qui, dal mezzo della storia.

Parto da me, per raccontare cos’è The Hub Milano, e cosa ci faccio io.

The Hub è una rete globale: di persone che si occupano di innovazione sociale, di spazi di coworking (sono quei posti dove noi freelance senza ufficio andiamo a lavorare), e soprattutto di buone idee e buone pratiche.

[Flashback] Immagino che siate tutti lì con il fiato sospeso ad aspettare la novità del 2013. Da non dormirci la notte.

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Buon anno e i miei buoni propositi al contrario [Lasagne di castagne con zucca e radicchio]

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Qual è il termine ultimo oltre il quale si deve smettere di augurare buon anno? Fino a quale giorno di gennaio si può compilare la lista dei buoni propositi? E soprattutto, quando finiremo di smaltire tutto ciò che abbiamo ingurgitato durante le feste?

Domande oziose, a cui fornirò le mie personali risposte: gli auguri continuo a farli anche a febbraio; non credo ai buoni propositi, tranne quelli a posteriori; ho finito di smaltire il panettone ieri. 

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Back from London. Porridge per sentirsi a casa

Vintage Style Porridge

Mi piace la pioggia, e il freddo, soprattutto d’estate. Bevo il tè con il latte, talvolta riutilizzo la bustina. Qualche volta, la domenica mattina, mi concedo scrambled eggs, baked beans e toasted bread.

E amo il porridge. Proprio quello: l’infausta pappetta che fa rabbrividire la stragrande maggioranza dei miei italici concittadini, salvo noi amanti della Cool Britannia.

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Il paradosso della melanzana

Neanche fai tempo a lamentarti dell’afa, dell’orario estivo dei mezzi, dei ristoranti quasi tutti chiusi nonostante la crisi, che già arriva settembre.

È il paradosso della melanzana: l’aspetto tutto l’anno e quando arriva non posso cucinarla perché la temperatura di casa supera già pericolosamente i 30 gradi. E quando abbandono la dieta crudista e torno ad accendere almeno il fornello (non dico il forno), ecco che il meraviglioso ortaggio è uscito di scena.

Quest’anno mi sono salvata in extremis, e ho addirittura osato una veloce passata sotto il grill, prima che l’ennesimo anticiclone fosse spazzato via del tutto dall’ennesima perturbazione dal nome improbabile.

È una melanzana ripiena completamente vegan e piuttosto light. O almeno, ci piace ricordarla così. Benvenuto settembre!

Melanzana ripiena con seitan e burghul

1 melanzana grande | 100 g di burghul già ammollato in acqua, pronto per essere condito | 150 g di seitan al naturale | 1 cipollotto | 1 zucchina | qualche foglia di basilico

Tagliare la melanzana in 2, longitudinalmente, e svuotarla della polpa lasciando circa 1 cm di polpa. Tenere da parte la polpa rimossa.

Cuocere le due metà in microonde per 5 minuti: in un piatto posizionare le calotte con la parte cava verso il basso, versare 1 dito di acqua e coprire con pellicola per microonde bucherellata con una forchetta.

Nel frattempo, rosolare la cipolla tritata fine in un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Quando è morbida, aggiungere la polpa della melanzana, ridotto a dadini, la zucchina tagliata allo stesso modo, il seitan a cubetti e infine il basilico e il burghul. Regolare di sale e pepe.

Riempire le calotte delle melanzane e passare sotto il grill del forno per 5 minuti. Migliorano il giorno dopo.

Detox day #3

Ecco, veramente sarebbe il day #4 ma la pubblicazione dei post non segue pedissequamente il mio detox a meno che non abbia ricette degne di questo nome da raccontare (e non le verdure tristi che ho mangiato ieri, lasciamo perdere). Oggi variante decisamente più appetitosa (e basta zuppe).

E’ una quiche di patate e carciofi senza però latticini nè uova. Ora che ci penso è piuttosto vegana.

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Smooth your summer, have a smoothie!

La settimana scorsa ho avuto un assaggio della mia personale visione dell’inferno: caldo giorno e notte, senza un filo d’aria, con dei pessimi vicini e una sequela di lavori sfiancanti da fare in casa (che-se-non-li-faccio-adesso-poi-non-so-quando-farli).

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Estate=Grecia

Quando penso all’estate mi vengono in mente di solito cose estremamente negative: l’afa di Milano, le notti insonni, il trucco che si scioglie, i capelli che si afflosciano e i pantaloni che si attaccano alle gambe.

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